ENVISION™, arriva in Italia il sistema di rating per le infrastrutture sostenibili

Nato negli Stati Uniti, il protocollo arriva anche nel nostro Paese. Grazie alla collaborazione tra ICMQ – organismo di certificazione e di ispezione leader nel settore delle costruzioni – e MWH – storica società multinazionale di ingegneria e consulenza multidisciplinare, attiva nel campo dell’energia, dell’acqua, delle infrastrutture innovative e della gestione e conservazione delle risorse naturali - arriva in Italia Envision™, protocollo per la progettazione e realizzazione di infrastrutture sostenibili, attraverso un sistema di rating applicabile a qualsiasi tipologia di infrastruttura.


Il protocollo Envision™ prende vita nel 2012 dalla collaborazione tra Isi, Institute for Sustainable Infrastructure - un’organizzazione non profit di Washington nata per sviluppare sistemi di rating di sostenibilità per le infrastrutture civili - e lo Zofnass Program for Sustainable Infrastructure presso la Graduate School of Design alla Harvard University.

Come funziona

Il protocollo Envision™ è articolato in 60 criteri di sostenibilità (crediti), suddivisi in 5 categorie: quality of life,leadership, resourse allocation, natural world, climate and risk. Per ciascun progetto analizzato, Envision™ permette di definire e implementare metriche e approcci, attraverso l’applicazione dei crediti perseguiti, quantificando il posizionamento del progetto stesso rispetto all’obiettivo di sostenibilità e introducendo spunti per il miglioramento dell’opera. L’approccio non è quello della certificazione, ma del riconoscimento: sono infatti messe a disposizione degli utenti checklist e scorecard di autovalutazione che permettono, attraverso un processo critico e rigoroso, di verificare se si sono considerati tutti gli approcci sostenibili e di coinvolgimento delle parti interessate.

Lorenzo Orsenigo ICMQ

“Con Envision™ – sottolinea il direttore generale di ICMQ Lorenzo Orsenigo – apriamo un altro fronte, offrendo alle committenze pubbliche e private di utilizzare un protocollo dettagliato e già sperimentato negli Stati Uniti, in grado di migliorare fin dalla sua fase di pianificazione e di progettazione i processi che riguardano la realizzazione di un’infrastruttura. L’articolazione del protocollo in cinque direttrici attinenti a 60 indicatori mette in condizione i promotori del progetto di impostare il percorso di relazioni con il contesto esterno, così come la gestione interna, prestando attenzione alle risorse e in una logica di sostenibilità”.

“Envision™ è uno strumento estremamente innovativo che siamo onorati di aver potuto portare in Italia insieme a ICMQ”, afferma Stefano Susani, Amministratore Delegato di MWH in Italia. “Envision™ si propone di trasformare, in maniera graduale, l’ecosistema culturale, decisionale ed economico che sostiene lo sviluppo delle infrastrutture in Italia. Inoltre, è un meccanismo che apre un nuovo spazio di confronto, a beneficio di tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione di un’opera civile”.

ICMQ inizia la certificazione dei valutatori immobiliari

A fine aprile 2016 due corsi a Roma per accedere all’esame per la certificazione delle competenze.

Sono al nastro di partenza i primi esami per ottenere la certificazione Uni 11558 di Valutatore immobiliare rilasciata da ICMQ, organismo indipendente di certificazione leader nel settore delle costruzioni, in conformità alla Iso 17024.

La certificazione ad opera di un organismo accreditato Iso 17024 è necessaria per chi svolga valutazione di immobili a garanzia di esposizioni finanziarie per conto di istituti di credito, in seguito all’entrata in vigore da marzo 2016 della cosiddetta Mortgage Credit Directive, anche nota come Direttiva europea sui mutui, che impone agli istituti bancari di servirsi esclusivamente di professionisti con requisiti di competenza e indipendenza allineati con i corrispondenti standard europei.


Per tutti gli altri soggetti che operano nel settore immobiliare la certificazione da parte di un organismo indipendente resta comunque uno strumento importante per dimostrare il possesso delle necessarie competenze e distinguersi sul mercato.

Il 20, 21 e 22 aprile Legislazione Tecnica organizza a Roma due momenti formativi utili a sostenere l’esame per la certificazione Uni 11558 di “valutatore immobiliare” rilasciata da ICMQ: un corso e un seminario dedicati ai professionisti, consulenti, operatori del credito, funzionari della pubblica amministrazione che operano nel settore immobiliare.

Il seminario di 6 ore del 22 aprile è rivolto a tecnici già attivi nel settore della valutazione immobiliare ed è centrato sulle tre principali normative di riferimento: le linee guida Abi del dicembre 2015, la norma Uni 11558 sui requisiti del valutatore immobiliare e la norma Uni 11612 sulla stima del valore di mercato degli immobili.

Il corso di 16 ore del 20 e 21 aprile, anch’esso propedeutico alla certificazione, è finalizzato a qualificare e specializzare i partecipanti fornendo la conoscenza degli elementi teorici e la padronanza degli strumenti pratici essenziali per ricoprire il ruolo di valutatore immobiliare.

La sede di entrambi gli appuntamenti è l’Istituto salesiano del Sacro Cuore, via Marsala 42 a Roma. L’esame per il conseguimento della certificazione verrà organizzato e tenuto da ICMQ presso la stessa sede entro 15 giorni dalla fine dei momenti formativi.

Pubblicati i Criteri ambientali per l’Edilizia

Pubblicati i criteri ambientali per l’affidamento dei lavori di costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici da parte della PA, con il Dm. 24 dicembre 2015 (Gazzetta ufficiale 21 gennaio 2016).

Per quanto riguarda le caratteristiche ambientali dei materiali, viene richiesto in primo luogo l’utilizzo di materiali riciclati, valorizzando il ciclo virtuoso delle materie e riducendo la quantità dei rifiuti prodotti.


E’ inoltre richiesto che tali caratteristiche siano provate attraverso certificazioni di prodotto accreditate (come Remade in Italy), le uniche in grado di fornire evidenza della tracciabilità dei materiali all’interno del ciclo di produzione che conduce ai prodotti riciclati.

Con la pubblicazione di tale decreto aumentano i settori per i quali la Pubblica amministrazione è obbligata ad acquistare prodotti e servizi green, come disposto dalla recente legge “Green Economy“.

Formazione: qualificare all’edilizia “green” tre milioni di addetti entro il 2020

Creare un sistema nazionale unico di formazione professionale che superi le differenze regionali per qualificare all’edilizia “green” tre milioni di addetti in Italia entro il 2020.

Questo l’obiettivo principale del progetto europeo BRICKS, coordinato dall’ENEA, che consentirebbe all’Italia di collocarsi all’avanguardia in Europa e di assicurare le necessarie competenze per raggiungere l’obiettivo di un parco edilizio ad “energia quasi zero” entro il 2030.


In questa prospettiva il progetto BRICKS riconosce nella professionalità della mano d’opera la migliore garanzia della qualità degli interventi e dei ritorni degli investimenti, nonché della soddisfazione degli utenti. Il progetto prevede di fornire tutto il supporto a chi già opera nel settore della formazione professionale, in modo da formare una nuova classe di tecnici ed operatori competente su tutti i temi energetici.

Molte le azioni già messe in campo, dalla promozione di un percorso per l’ottenimento di un “marchio di qualità” per le aziende che impiegheranno personale qualificato, alla definizione di nuove figure professionali in campo energetico, quali installatori di sistemi di isolamento termico a cappotto, di impianti geotermici a pompa di calore e di sistemi domotici, auditor energetici e formatori d’aula e di cantiere.

“La formazione di lavoratori sempre più qualificati – sottolinea Anna Moreno che coordina il progetto per l’ENEA - renderà le aziende sempre più competitive sul mercato e consentirà ai proprietari di immobili di investire con maggiore fiducia nei miglioramenti energetici. Per raggiungere questo traguardo occorre però un’omogeneizzazione e una condivisione delle conoscenze sulle più moderne tecnologie, oltre alla condivisione degli obiettivi con tutti gli attori coinvolti. Per questo, assieme ai nostri partner, ci stiamo muovendo affinché tutti i soggetti coinvolti firmino un policy paper dove saranno individuate le azioni che i Ministeri, le Regioni e le Province autonome dovranno realizzare entro il 2020” .

BRICKS (Building Refurbishment with Increased Competences, Knowledge and Skills) è un progetto europeo dell’iniziativa strategica BUILD UP Skills - Pillar II, co-finanziato dal programma europeo Intelligent Energy Europe (IEE). Oltre all’ENEA che lo coordina, partecipano 15 organismi nazionali e oltre 50 partner associati, tra i quali il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dell’Istruzione e gran parte delle Regioni, con una formula aperta ad ulteriori adesioni.

Certificazione LEED in Italia: un fenomeno in crescita

Il fenomeno LEED rappresenta una vera e propria rivoluzione a livello globale in termini di sostenibilità ambientale nelle costruzioni.

Anche in Italia è sempre più consistente, infatti gli edifici certificati e registrati LEED hanno raggiunto la quota di 309 per una superficie totale di circa 4,6 milioni di mq.


Tra i 309 progetti totali:

• 117 progetti sono già certificati (tra questi ci sono nomi come ZARA E BAXTER a Roma, VODAFONE, HINES ITALIA, UBS, BNP Paribas, AUTOGRILL, MORGAN STANLEY, GUCCI, BOVIS LEND LEASE e SAINT GOBAIN a Milano, ITALCEMENTI a Bergamo, BAUER, PATRIMONIO DEL TRENTINO, TRENTINO TRASPORTI e PARCO NATURALE ADAMELLO-BRENTA a Trento, UNIPOL a Bologna, DECATHLON, INTESA SAN PAOLO a Torino e BOTTEGA VENETA a Vicenza)

• 192 quelli in fase di certificazione (tra questi progetti spiccano nomi come, LAVAZZA, COOP, PETRONAS LUBRICANTS ITALY, MORGAN STANLEY, NESTLÈ, L’ORÉAL, JOHNSON & JOHNSON, BENI STABILI, EXPO 2015, PRADA e NIKE). In Italia è presente l’edificio certificato LEED più vecchio al mondo (557 anni) la sede dell’università Cà Foscari a Venezia

LEED® - Leadership in Energy and Environmental Design - è un sistema di certificazione degli edifici che nasce su base volontaria e che viene applicato in oltre 140 Paesi nel mondo. Lo standard LEED nasce in America ad opera di U.S.Green Building Council (USGBC), associazione no profit nata nel 1993, che conta ad oggi più di 20.000 membri e che ha come scopo la promozione e lo sviluppo di un approccio globale alla sostenibilità, dando un riconoscimento alle performance virtuose in aree chiave della salute umana ed ambientale.

Gli standard LEED, elaborati da USGBC e presenti anche in Italia grazie al lavoro di GBC Italia che ne ha creato una versione locale, indicano i requisiti per costruire edifici ambientalmente sostenibili, sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista del consumo di tutte le risorse ambientali coinvolte nel processo di realizzazione.

LEED è un sistema volontario e basato sul consenso, per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili ed aree territoriali ad alte prestazioni e che si sta sviluppando sempre più a livello internazionale; può essere utilizzato su ogni tipologia di edificio e promuove un sistema di progettazione integrata che riguarda l’intero edificio.

LEED è inoltre un sistema flessibile e articolato che prevede formulazioni differenziate per le nuove costruzioni (Building Design & Construction – Schools – Core & Shell), edifici esistenti (EBOM - Existing Buildings Operation & Maintenance), piccole abitazioni (GBC Italia Home), per aree urbane (ND - Neighborhood) pur mantenendo una impostazione di fondo coerente tra i vari ambiti. La certificazione costituisce una verifica di parte terza, indipendente, delle performance di un intero edificio (o parte di esso) e/o di aree urbane.

La certificazione LEED, riconosciuta a livello internazionale, afferma che un edificio è rispettoso dell'ambiente e che costituisce un luogo salubre in cui vivere e lavorare.


L’ottenimento della certificazione LEED permette di ottenere sia vantaggi economici che ambientali, tra cui:

• Stabilire uno standard comune di misurazione dei “green buildings”, definiti come edifici a basso impatto ambientale;

• Fornire e promuovere un sistema integrato di progettazione che riguarda l’intero edificio;

• Dare riconoscimento a chi realizza prestazioni virtuose nel campo delle costruzioni;

• Stimolare la competizione sul tema della prestazione ambientale;

• Stabilire un valore di mercato con la creazione di un marchio riconosciuto a livello mondiale;

• Aiutare i committenti e accrescere in loro la consapevolezza dell’importanza di costruire green;

• Trasformare il mercato e il settore delle costruzioni.

• La riduzione dei costi operativi, accrescendo il valore dell’immobile.

• La riduzione dei rifiuti inviati in discarica.

• Il risparmio energetico e idrico.

• Lo sviluppo di edifici più sani e più sicuri per gli occupanti.

• La creazione di comunità compatte e accessibili con un buon accesso ai servizi di vicinato e di transito

• La tutela delle risorse naturali e agricole, incoraggiando lo sviluppo urbano in zone già antropizzate.

• La riduzione delle emissioni nocive di gas serra.

• La possibilità di usufruire di agevolazioni fiscali, sussidi di zonizzazione, e altri incentivi in centinaia di città.

• La dimostrazione dell'impegno del proprietario nella tutela dell'ambiente e nella responsabilità sociale.

Lavorando sull’intero processo, dalla progettazione fino alla costruzione vera e propria, LEED richiede un approccio olistico pena il non raggiungimento degli obiettivi preposti. Solo con un ampio sforzo di progettazione integrata e di coordinamento è possibile creare un edificio armonioso in tutte le aree sopra menzionate. I vantaggi competitivi per coloro che adottano gli standard LEED, siano essi professionisti o imprese, sono identificabili soprattutto nella grande qualità finale del manufatto, nel notevole risparmio di costi di gestione che questi edifici permettono di ottenere se comparati con edifici tradizionali e nella certificazione da parte di un ente terzo.

La certificazione LEED, infatti, fornisce al mercato un approccio condiviso, su cui basare le scelte ed uno standard misurabile per ogni aspetto trattato. Si tratta di uno standard volontario e che come tale va molto altre se comparato con la cogenza normativa.

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