Toni Volpe Amministratore Delegato e Direttore Generale di Falck Renewables

Il Consiglio di Amministrazione di Falck Renewables S.p.A., riunitosi sotto la presidenza di Enrico Falck ha cooptato Toni Volpe quale amministratore della Società e ha contestualmente deliberato di conferirgli la carica di Amministratore Delegato e l’incarico di Direttore Generale. La candidatura è stata oggetto di analisi da parte del Comitato Risorse Umane, che ha espresso il parere favorevole all’unanimità.


“A nome del Consiglio di Amministrazione voglio dare il benvenuto a Toni Volpe - ha commentato il Presidente Enrico Falck. La sua profonda conoscenza del settore dell’energia in generale, oltre che del comparto delle rinnovabili in particolare, accanto all’ampio bagaglio di esperienze internazionali maturate nel suo precedente percorso e nello Sviluppo delle Risorse Umane, rappresentano il miglior presupposto per accompagnare l’azienda verso ulteriori successi e positivi risultati.”

Toni Volpe, laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria Gestionale nel 1997, ha conseguito l’MBA alla Columbia University School of Business di New York nel 2002. Vanta esperienze nel campo della consulenza presso Bain & Company a Milano, ma è nel settore energetico che realizza la sua più significativa crescita professionale entrando nel 2004 nel Corporate Strategy Department del Gruppo Enel. L’assunzione crescente di responsabilità all’interno del Gruppo lo porta ad assumere nel 2005 la carica di CEO e presidente di Enel Green Power North America, successivamente, nel 2011, la carica di HR Planning and Development del Gruppo Enel e in seguito, nel 2014, la carica di Country Manager e CEO di Enel Romania.

Presente in Europa con 762 MW installati nel 2015 (726 MW in base a riclassificazione IFRS.11), Falck Renewables S.p.A., Società del Gruppo Falck quotata in Borsa al segmento STAR (codice di negoziazione FKR.MI) sviluppa, progetta, realizza e gestisce impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. La propria missione è contribuire al fabbisogno energetico della popolazione, secondo un preciso piano d’integrazione industriale, basato sulla differenziazione per tecnologie di produzione e per aree geografiche. Grazie a questa strategia, la Società è flessibile nell’allocazione degli investimenti, con l’obiettivo di mitigare i rischi e di cogliere le opportunità di mercato.

Coca-Cola : gli scarti degli agrumi diventano energia

Ricavare energia pulita dagli scarti della produzione di agrumi siciliani, sfruttando i residui umidi derivati dalla produzione industriale di succhi. Le arance sono il simbolo della Sicilia, principale produttrice italiana del “frutto d’oro” che nella mitologia greca rappresenta la fecondità e l’amore. Pochi sanno, però, che il 60% della produzione di agrumi viene gettata: una volta spremuti, polpa, bucce e semi diventano scarti, chiamati in gergo pastazzo. Ogni anno, le aziende devono smaltire circa 340 mila tonnellate di scarti, spendendo oltre 10 milioni di euro. Non stupisce quindi che, al momento, il pastazzo sia visto dai produttori come un rifiuto ingombrante e costoso da gestire.


Grazie a un progetto promosso dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia e finanziato da The Coca-Cola Foundation, però, questa prospettiva sta per essere ribaltata. Ad Aprile, insieme all’Università di Catania e alla Cooperativa Empedocle è stato presentato un impianto pilota per trasformare gli scarti di agrumi in energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno.

federica argentati

“Il progetto ha il merito di aver acceso i riflettori su un problema reale legato al riutilizzo di un sottoprodotto, il pastazzo, che da fattore critico ha tutte le potenzialità per divenire risorsa”, sottolinea Federica Argentati, Presidente Distretto Agrumi di Sicilia.

Fino ad oggi, una parte di pastazzo era riutilizzato come mangime per animali, fertilizzante in agricoltura e compost. Nessuna di queste soluzioni, però, era in grado di assorbire interamente la massa di scarti prodotti dalle aziende siciliane.

L’impianto sperimentale, composto da 5 serbatoi di acciaio montati su un pianale trasportabile, serve invece per testare come varie miscele di biomasse, a partire dal pastazzo, riescano a produrre biogas tramite digestione anaerobica. A sua volta, il gas può attivare un generatore elettrico in grado di alimentare il consumo medio di oltre 300 abitazioni.

Il progetto rappresenta una rivoluzione a tutto tondo perché, oltre a ridurre i costi di smaltimento del pastazzo, comporta anche vantaggi ambientali, abbattendo l’emissione di anidrite carbonica attraverso la produzione di energia rinnovabile.

"Si tratta di un'opportunità innanzitutto per la Regione Sicilia, che può diventare un modello virtuoso per l'intero territorio italiano” - dice Vittorio Cino, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali Coca-Cola Italia.

La Sicilia è la prima regione italiana interessata all’agrumicoltura, con una produzione di circa 19 milioni di quintali, di cui 13 milioni di arance. Coca-Cola Italia si approvvigiona esclusivamente qui per acquistare il concentrato di succo di arancia necessario a produrre Fanta Aranciata. Il “frutto d’oro” rappresenta un vero simbolo delle eccellenze agricole dell’isola. E il progetto, oltre ad aiutare la filiera a risolvere un problema concreto, mira a dimostrare che nella produzione agroalimentare il rifiuto non esiste: tutto può essere rimesso in circolo e diventare fonte di reddito. Oltre al pastazzo di agrumi, infatti, l’impianto è in grado di valorizzare anche altri sottoprodotti della filiera alimentare come la sansa, le vinacce e le pale di fichi d'India. L'obiettivo finale del progetto promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia, infatti, è ambizioso e si estende all'intera Regione: è stato calcolato che basterebbero 20 “digestori meccanici” come l'impianto sperimentale per risolvere il problema dei residui agrumicoli in tutta l’isola.

ENERGIA: study tour in Italia della delegazione Pakistana in visita al Centro Ricerca ENEA

UNIDO ITPO Italy e il Dr. Muhammad Alamgir Chaudhry, CEO di SMEDA, hanno organizzato nel Marzo 2016 uno study tour in Italia per una Delegazione Pakistana.

Il fine è presentare loro le maggiori istituzioni ed aziende italiane e valutare future opportunità di cooperazione, con particolare attenzione al settore delle energie rinnovabili.

Fondata nell’Ottobre 1998 a supporto delle Piccole e Medie Imprese (PMI) in Pakistan, SMEDA è tra le più importanti istituzioni governative, dipendente dal Ministero dell’Industria e della Produzione Pakistano. L’obiettivo principale di SMEDA è fornire servizi di sviluppo commerciale e ambientale alle piccole e medie imprese. SMEDA non funge solo da consultivo per il Governo pakistano ma assiste, inoltre, gli stakeholder esterni nell’implementazione di programmi orientati allo sviluppo delle PMI.


L’organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale ha istituito un’Unità di Promozione Investimenti (IPU) nella città pakistana di Lahore e ha riattivato la sua collaborazione con SMEDA, come concordato dal governo Italiano e da quello pakistano. Il programma congiunto UNIDO-SMEDA-Italia, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e implementato da UNIDO, ha come scopo principale l’aumento del numero di progetti industriali realizzati in Pakistan attraverso una cooperazione business-oriented con controparti estere, in particolare italiane.

In questo contesto, la Delegazione pakistana ha visitato i laboratori di ENEA a Casaccia mostrando particolare interesse per le attività dell’ENEA riguardanti l’Energia Solare Concentrata, le nanotecnologie, i biocarburanti e le bioenergie, con specifica attenzione rivolta alle potenziali applicazioni e alle partnership con le PMI pakistane.

Il Pakistan Trade & Investment Forum, che si terrà a Roma il 5 Aprile 2016 presso il Ministero degli Affari Esteri, fornirà ad ENEA, ad UNIDO-ITPO e a SMEDA ulteriori opportunità dare seguito al dialogo relativo alle comuni aree di interesse.

Delegazione francese al Cem per studiare l’impianto di Biometano

Si è tenuta giovedì 17 marzo 2016, nella sede di Cem, la visita di senatori, sindaci e autorità locali e nazionali francesi.

La delegazione è stata accompagnata da rappresentanti di Regione Lombardia e del Ministero per lo Sviluppo Economico, per approfondire la conoscenza del prototipo industriale per la produzione di biometano realizzato nella ex discarica di Cem Ambiente con la tecnologia Smart Upgrading brevettata da Università Milano Bicocca.

Hanno partecipato, Virginio Pedrazzi, Amministratore Unico di Cem Ambiente Spa e Roberto Invernizzi, Vice presidente Provincia di Monza e Brianza. Presenti anche i ricercatori di università Milano Bicocca, Dipartimento di Scienze dei Materiali.


Produrre biometano dai rifiuti organici con costi inferiori a quelli attuali utilizzando composti a basso impatto ambientale in grado di catturare la CO2. Tutto questo grazie a un nuovo impianto per la produzione di biometano da immettere in rete e da utilizzare per dare gas, luce e riscaldamento a circa 5mila abitazioni del territorio, per un controvalore economico di 3,5 milioni di euro. Si può realizzare grazie alla tecnologia "Smart upgrading" sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca.

“Smart upgrading” è una tecnologia che consente il “lavaggio” del biogas ottenuto dalla fermentazione dei rifiuti della ex discarica. Rispetto alle tecnologie tedesche e statunitensi attualmente impiegate in questo campo, ha il vantaggio di lavorare con una sostanza di trasformazione biodegradabile e dal costo contenuto, e di richiedere, per il suo funzionamento, una quantità di energia molto bassa, producedo un gas made in Italy.

Exergy si aggiudica l'European Geothermal Innovation Award 2016

Exergy, leader nella realizzazione di impianti a ciclo Rankine a fluido organico (Orc) per la produzione efficiente di energia, è la vincitrice dell'European Geothermal Innovation Award 2016.

Il premio, giunto quest'anno alla sua terza edizione e promosso dell'European Geothermal Energy Council e dell'ente fieristico Messe Offenbourg, è stato assegnato all'azienda italiana per il contributo significativo allo sviluppo del settore geotermico, grazie all'innovativo impianto realizzato a Denizli Tosunlar in Turchia, il primo a ciclo binario con due livelli di pressione su singola turbina.

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